Due persone possono pronunciare esattamente la stessa frase e produrre in noi effetti completamente diversi.
Un semplice:
“Dobbiamo parlare.”
detto da un collega può lasciarci quasi indifferenti.
Detto dalla persona che amiamo può cambiare immediatamente il nostro stato.
Le parole sono identiche.
Quello che cambia è chi le pronuncia.
È da qui che possiamo capire il problema delle Relationships nella Tecnica Meisner.
Il partner non è soltanto qualcuno che ci fornisce battute o stimoli.
È qualcuno che, dentro le circostanze della scena, possiede un significato preciso.
E quel significato modifica tutto ciò che riceviamo.
Il partner non è mai soltanto “l’altro attore”
All’inizio del training può essere utile lavorare con una grande semplicità.
C’è una persona davanti a noi.
La osserviamo.
Riceviamo qualcosa.
Rispondiamo.
Ma una scena drammatica non avviene quasi mai tra due persone prive di storia.
Chi abbiamo davanti può essere:
nostro padre,
nostra sorella,
il nostro amante,
un rivale,
qualcuno che temiamo,
qualcuno che abbiamo tradito,
qualcuno da cui dipende qualcosa di fondamentale.
Quella relazione cambia il peso di ogni gesto.
Uno sguardo non è più soltanto uno sguardo.
Un silenzio non è più soltanto un silenzio.
Sapere chi è l’altro non basta
Un attore può conoscere perfettamente la relazione sulla carta.
Può sapere:
Questo è mio fratello.
Questa è la donna che amo.
Questa persona mi ha cresciuto.
Ma la conoscenza intellettuale non produce automaticamente conseguenze sceniche.
Dire a se stessi:
“Quello è mio padre”
non rende necessariamente significativa la relazione.
La domanda utile è un’altra:
che cosa significa davvero per me questa persona dentro la scena?
È qui che la Relationship smette di essere informazione e comincia a diventare materiale attoriale.
La relazione modifica il significato del comportamento
Immaginiamo che qualcuno ci interrompa mentre stiamo parlando.
Lo stesso gesto può essere ricevuto in modi molto diversi.
Se viene da una persona che ammiriamo, potremmo sentirci piccoli.
Se viene da qualcuno che consideriamo inferiore, potremmo irritarci.
Se viene da una persona che temiamo di perdere, potremmo diventare improvvisamente insicuri.
Il comportamento esterno è identico.
Ma il suo significato cambia.
La relazione funziona proprio così.
Non modifica necessariamente ciò che l’altro fa. Modifica ciò che quel comportamento significa per noi.
La Relationship non è un’etichetta
Uno dei rischi è trasformare la relazione in una categoria.
Madre.
Amante.
Nemico.
Capo.
Ma due madri non sono uguali.
Due amanti non producono lo stesso effetto.
Due rapporti di potere possono essere completamente diversi.
La parola indica una struttura.
Non ancora una qualità viva.
Il lavoro dell’attore comincia quando quella relazione smette di essere una definizione e acquista un valore concreto.
Il partner deve avere un peso
Possiamo formulare il problema in modo semplice.
Se ciò che l’altro fa non cambia nulla in noi, allora la relazione probabilmente esiste soltanto sulla carta.
Il partner deve poter avere un peso.
Questo non significa che dobbiamo reagire in modo vistoso.
Una persona può essere profondamente colpita e rimanere quasi immobile.
Il punto non è quanto grande sia la reazione.
Il punto è se ciò che l’altro fa ha realmente una conseguenza.
La relazione non decide l’emozione
Qui è importante evitare un altro equivoco.
Se stabilisco che una persona è estremamente importante per me, non sto decidendo in anticipo cosa sentirò durante tutta la scena.
Non significa:
“È mia madre, quindi devo essere affettuoso.”
oppure:
“È mio nemico, quindi devo essere aggressivo.”
La relazione non dovrebbe produrre una sola risposta possibile.
Dovrebbe aumentare il significato di ciò che accade.
Una madre può essere amata e temuta.
Un nemico può sorprenderci.
Una persona desiderata può deluderci.
Una relazione ricca non restringe il comportamento.
Lo rende più specifico.
Relationship e preparazione emotiva
Il lavoro sulle relazioni si collega naturalmente alla preparazione emotiva.
La preparazione riguarda il modo in cui l’attore arriva nella scena.
La Relationship riguarda invece il significato che l’altra persona possiede dentro quella scena.
Sono due elementi differenti.
Posso arrivare già sconvolto.
Ma la persona che entra può calmarmi.
Può peggiorare tutto.
Può farmi dimenticare momentaneamente ciò che stavo vivendo.
Il punto di partenza non determina il resto.
E nemmeno la relazione lo fa.
Entrambi preparano il terreno.
La relazione non deve diventare una gabbia
Come accade con la preparazione emotiva, anche una Relationship può essere difesa troppo rigidamente.
L’attore può pensare:
“Questo personaggio è per me una figura dominante, quindi devo sempre sentirmi inferiore.”
A quel punto tutto ciò che il partner fa viene filtrato attraverso una risposta già decisa.
La relazione smette di produrre vita.
Produce coerenza artificiale.
Ma una relazione reale può cambiare continuamente qualità.
Possiamo temere qualcuno e improvvisamente provare compassione.
Possiamo amare qualcuno e, in un determinato momento, non sopportarlo.
Possiamo sentirci subordinati e trovare improvvisamente il coraggio di opporci.
La relazione dà profondità.
Non stabilisce il finale.
Relationship e ascolto
Qui emerge anche il legame con l’ascolto.
Ascoltare davvero non significa soltanto sentire le parole del partner.
Significa riceverle attraverso il significato che quella persona ha per noi.
Una battuta pronunciata da uno sconosciuto può scivolarci addosso.
La stessa battuta pronunciata da qualcuno che amiamo può ferirci.
Per questo non basta dire:
“Sto ascoltando.”
Bisogna chiedersi:
chi sto ascoltando?
Il partner come persona specifica
Questa specificità cambia molto il lavoro.
Il partner non è più soltanto:
quello che deve dirmi la battuta.
Diventa:
la persona che può deludermi.
la persona di cui ho bisogno.
la persona davanti alla quale non voglio mostrarmi debole.
la persona da cui voglio qualcosa.
la persona che potrebbe abbandonarmi.
A quel punto il comportamento acquista una qualità diversa.
La scena smette di essere generica.
La Relationship non è un risultato da mostrare
Un altro errore consiste nel tentare di rendere visibile al pubblico il tipo di relazione.
Per esempio:
Devo far vedere che siamo fratelli.
Deve essere chiaro che sono innamorato.
Il pubblico deve capire che lo temo.
Ma appena l’attore comincia a dimostrare il rapporto, torna a costruire dall’esterno.
La relazione dovrebbe essere una condizione che modifica il comportamento.
Non una caratteristica da esibire.
La stessa battuta può cambiare completamente
Pensiamo a una frase molto semplice:
“Va bene.”
Se viene detta a un collega, può essere una semplice accettazione.
Se viene detta alla persona che ci ha appena tradito, può essere disperazione.
Se viene detta a qualcuno da cui dipendiamo, può essere paura.
Se viene detta a una persona che amiamo e che stiamo perdendo, può diventare una resa.
Le parole non cambiano.
La relazione sì.
Ed è proprio questa relazione a modificare ciò che le parole possono contenere.
Il testo diventa più specifico
Questo è anche il punto in cui il lavoro sulle Relationships si collega al testo.
Quando abbiamo parlato del copione, abbiamo visto che le battute sono già scritte ma il comportamento non dovrebbe essere completamente predeterminato.
La relazione rende quel comportamento più specifico.
Non diciamo soltanto una frase.
La diciamo a quella persona.
Ed è una differenza enorme.
Il testo non viene più pronunciato nel vuoto.
Entra dentro una storia.
La relazione aiuta anche il lavoro sul personaggio
Lo stesso vale per il personaggio.
Un personaggio non esiste soltanto come individuo isolato.
Esiste dentro una rete di rapporti.
Può essere coraggioso con qualcuno e fragile con qualcun altro.
Autoritario in un contesto e completamente dipendente in un altro.
Le relazioni rivelano lati differenti della persona.
Per questo il character work non può essere separato completamente dalle Relationships.
Il personaggio si manifesta anche attraverso chi ha davanti.
Due attori non stanno vivendo la stessa relazione
Un altro aspetto importante è che una relazione non è necessariamente simmetrica.
Io posso considerarti la persona più importante della mia vita.
Tu puoi considerarmi un problema.
Io posso aver bisogno di te.
Tu puoi sentirti soffocato da me.
La relazione drammatica nasce spesso proprio da questa differenza.
I due attori non devono necessariamente costruire la stessa idea del rapporto.
Devono vivere condizioni abbastanza precise perché l’incontro possa produrre conseguenze.
Non si tratta di inventare emozioni
Il lavoro sulla Relationship non serve quindi a produrre artificialmente sentimenti.
Non bisogna obbligarsi a:
amare,
odiare,
temere,
ammirare.
La relazione serve a creare una condizione significativa.
Poi ciò che accade può generare comportamenti anche inattesi.
La relazione prepara il significato. Non prescrive la reazione.
Il partner deve poterci sorprendere
Questo rimane uno dei test più utili.
Se abbiamo stabilito una relazione molto precisa, il partner può ancora sorprenderci?
Se la risposta è sì, il lavoro rimane vivo.
Se la risposta è no perché sappiamo già come reagiremo a tutto ciò che farà, allora la Relationship è diventata una formula.
Una relazione efficace dovrebbe rendere l’altro più importante.
Non più prevedibile.
Dalla repetition alle Relationships
Possiamo vedere ancora una volta la progressione.
Nella repetition il partner acquista centralità.
Con la reality of doing l’attore continua a fare realmente.
Con l’Independent Activity deve gestire la presenza dell’altro mentre è coinvolto in qualcosa di importante.
Con la preparazione emotiva arriva con una vita interiore attiva.
Con le Relationships il partner acquista un significato personale specifico.
Non è più soltanto qualcuno presente nella scena.
È qualcuno che conta.
Il partner non è mai neutro
Il cuore del lavoro può quindi essere formulato così:
la relazione non stabilisce cosa proveremo; stabilisce perché ciò che l’altro fa può avere conseguenze su di noi.
Questo rende il partner realmente necessario.
Non è più soltanto il punto da cui arriva una battuta.
Non è più un segnale.
Non è più una presenza tecnica.
È una persona che, dentro quelle circostanze, possiede un peso.
Ed è proprio da qui che emerge il problema che affronteremo nel prossimo articolo:
possiamo guardare il partner, rispondere al momento giusto e tuttavia non ascoltarlo davvero?
Sì.
Ed è uno dei modi più comuni in cui una scena può diventare corretta, precisa e completamente morta.

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